Cos’è MIND-VR? Chi siamo?

MIND-VR è un progetto start-up – nato come proposta selezionata all’interno del bando crowdfunding dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca (https://unimib.produzionidalbasso.com) ideato da Federica Pallavicini insieme a Fabrizia Mantovani e Chiara Caragnano, tre psicologhe esperte nell’utilizzo di realtà virtuale e videogiochi per il benessere psicologico.

Il nostro obiettivo è il design e lo sviluppo di una soluzione avanzata – che sarà messa a disposizione gratuitamente – basata sull’uso della realtà virtuale per la prevenzione e il trattamento del disturbo post-traumatico da stress e di altri disturbi d’ansia nel personale sanitario ospedaliero coinvolto nell’emergenza COVID-19.

L’impatto psicologico della crisi COVID-19 sul personale sanitario

Sono oltre 240.000 i medici e circa 350.000 gli infermieri che stanno affrontando negli ospedali italiani una crisi senza precedenti. Oltre a ritmi lavorativi estenuanti, la necessità di stare accanto a pazienti in condizioni di estrema sofferenza, lontani dai propri familiari, è un carico emotivo enorme. Spesso il personale sanitario è costretto a prendere decisione complesse, anche impossibili. Vedono mancare tanti dei loro assistiti, lamentando un grosso senso di impotenza. Lottano tra la paura per la propria salute e l’amore verso i pazienti.

Tutto questo espone il nostro personale ospedaliero ad un elevato rischio di sviluppare disturbi d’ansia – in particolar modo il disturbo post-traumatico da stress –condizioni di sofferenza mentale caratterizzate da gravi conseguenze sul piano della salute mentale e fisica. La FNOPI (Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche) il 9 aprile 2020 ha dichiarato che tra i 26 infermieri deceduti dallo scoppio dell’epidemia vi sono stati due casi di suicidio, denunciando la forte “condizione di stress a cui i professionisti sono sottoposti”. Ancora, in uno studio condotto su 1.257 operatori sanitari cinesi, da poco pubblicato su un’importante rivista scientifica internazionale, sono state riportate percentuali importanti di depressione (50%), ansia (44,6%), insonnia (34%) e stress (71,5%), con particolare severità soprattutto per infermieri, donne, operatori di prima linea, e lavoratori della città epicentro.

Le conseguenze psicologiche individuali che medici ed infermieri provano in risposta alle situazioni di emergenza sanitaria richiedono azioni urgenti rivolte alla protezione del benessere fisico e psicologico di coloro che, in prima linea, si occupano quotidianamente della gestione dell’emergenza sanitaria. Ad un primo livello, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) pone in luce la necessità di interventi di tipo psicologico in modo che i lavoratori del settore sanitario ricevano formazione e supervisione adeguata rivolte allo sviluppo di competenze individuali ed emotive da utilizzare nella gestione dell’emergenza. Ad un secondo livello, agli operatori del settore dovrebbero essere dedicati programmi di formazione ed intervento utili all’attivazione di fattori di protezione individuali e collettivi in grado di proteggere le persone dall’esposizione a tali situazioni di rischio.

Come può la realtà virtuale offrire supporto psicologico ai medici coinvolti dall’emergenza COVID-19?

Fra i diversi programmi terapeutici, numerosi studi scientifici hanno dimostrato come la realtà virtuale rappresenti uno strumento altamente specializzato ed efficace per la prevenzione e il trattamento dei disturbi d’ansia –incluso il disturbo post-traumatico da stress ed è per questo applicata da diversi anni in vittime di guerra, catastrofi naturali e attacchi terroristici. L’utilizzo di questa tecnologia immersiva può infatti aiutare i pazienti sia a processare gli aspetti emotivi dei ricordi traumatici che ad apprendere risorse utili per una migliore gestione dell’ansia, incluse tecniche di rilassamento.

Contenuti virtuali possono aiutare le persone ad acquisire conoscenze utili per la gestione dell’ansia e dello stress, come le cause e gli effetti di queste condizioni. Inoltre, attraverso simulazioni virtuali è possibile esporre gradualmente gli individui a scenari emotivamente coinvolgenti all’interno di un ambiente controllato e sicuro. La terapia di esposizione con realtà virtuale nella cura dei disturbi d’ansia, e in particolar modo del disturbo post-traumatico da stress, è stata introdotta già nel 1990 dalla psicologa statunitense Barbara Rothbaum, sulla base dell’idea che potesse aiutare i pazienti a processare gli aspetti emotivi dei ricordi traumatici. Sono stati mostrati benefici terapeutici simili o addirittura superiori a quelli di programmi tradizionali come l’esposizione in vivo e l’immaginazione guidata. Infine, ambienti in realtà virtuale sono in grado di elicitare stati di rilassamento, ridurre l’ansia e lo stress, e migliorare gli stati emotivi positivi negli utenti.. In particolare, è stato dimostrato che la presentazione visiva di uno scenario virtuale rilassante può facilitare la pratica dei pazienti e la padronanza delle tecniche di rilassamento, rendendo l’esperienza più vivida e reale di quanto molte persone sono in grado di creare attraverso stimoli fotografici, video, o usando la propria immaginazione e memoria.

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